Descrizione
La voce dei bambini e dei ragazzi ha davvero tanto da insegnarci, soprattutto quando sorretta da una buona formazione e animata dall'entusiasmo e dalla passione di chi ha una vita davanti e un mondo da costruire. E così, dopo la marea di bambini che ieri hanno sfilato per le vie di San Maurizio Canavese cantando il proprio amore per la musica e contagiando con la loro gioia tutti i passanti, questa mattina è toccato alle strade di San Francesco al Campo accogliere il lungo corteo dei ragazzi delle scuole secondarie di primo grado dei due Comuni - la "Mario Costa" e la "Andrea Remmert" - per gridare il proprio "no" a tutte le mafie.
Anche quest'anno, com'è ormai tradizione, l'Istituto Comprensivo "Maria Montessori" ha organizzato la Marcia della Legalità. Il corteo, partito dalla piazza del municipio, si è snodato lungo il paese tra musica, pensieri e riflessioni, per concludersi in piazza San Francesco d'Assisi con il saluto della dirigente scolastica Cristina Ghione, del sindaco di San Francesco al Campo Enrico Demaria e dell'assessore all'Istruzione di San Maurizio Canavese Giulia Gobetto.
Quattro, nel discorso del primo cittadino sanfranceschese, i «valori da portare a casa con noi dopo questa mattinata e da vivere quotidianamente con impegno, perché possono sopravvivere, alimentarsi e alla fine vincere, solamente se ciascuno di noi li vive e fa la propria parte: legalità, giustizia, memoria, consapevolezza». «La legalità - ha detto Demaria ai ragazzi - è la base fondamentale del nostro vivere civile. È costantemente in pericolo e va difesa ogni giorno. E c'è stato e c'è ancora oggi chi, per la legalità, ha dato la vita. La giustizia è il cuore del rapporto fra gli uomini. Se non c'è giustizia, tutti gli altri valori crollano. La giustizia è chiarezza, responsabilità, rispetto. Ed è il faro di ogni amministratore e servitore dello Stato: ogni sua azione dev'essere improntata alla giustizia. La memoria è storia che si fa vita e che abbiamo il dovere di ricordare sia per il rispetto e l'onore che dobbiamo a chi ha dato la vita, sia perché la memoria è una sorta di navigatore nelle nostre vite: ci aiuta a prendere le decisioni giuste, con l'esempio di chi ci ha preceduti. E infine la consapevolezza: essere cittadini consapevoli vuol dire appunto fare la propria parte, difendendo la memoria, la legalità e la giustizia. Ed è ciò che è chiamato a fare ciascuno di noi, ogni giorno. Non importa che età abbiamo e che lavoro facciamo. Tutti questi valori dipendono dalle azioni di ciascuno di noi».
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Ultimo aggiornamento pagina: 22/05/2026 18:55:09